Saranno mesi, se non anni, che ci interroghiamo su come sarebbe giusto scrivere di noi.
Ogni studio ed ogni sito che si rispetti ha una perfetta sezione di about us, creata e studiata a tavolino, senza nessuna pecca. Tranne noi. 
Dovremmo per caso usare parole chiave? Studiare quello che volete sentirvi dire? Invitarvi ad azioni specifiche? Dovremmo catalogarvi in un target in modo da agganciarvi, colpirvi?

Per noi tutto questo ha poco senso. È una questione di coerenza o forse di semplice incapacità in tal senso. Non credo che ci siamo mai posti la domanda: “Qual è il nostro target?”.

A noi non importa che vi sposiate in una lussuosissima villa o in una trattoria sotto casa, che voi siate russi, indiani, cinesi o qualche facoltosa coppia da copertina, a noi piace la gente reale non intesa come carica sociale.

Dovremmo per caso spiegare che tipo di fotografia facciamo? Dovremmo essere in grado di definire il nostro stile fotografico? Dovremmo, soprattutto, tenere in considerazione i “dogmi” della fotografia da matrimonio?

Credeteci queste domande, all’apparenza banali, si ripetono in ogni occasione. Quello che è certo è che noi: mandria di individui dalle personalità diverse e a volte combattute, ci ritroviamo uniti e fermi nell’amore verso la fotografia.

Fotografia non intesa come fotografia da matrimonio, nel senso stretto del termine, ma fotografia e basta. L’approccio e la passione verso questo mezzo non si modificano a seconda di cosa tu stia fotografando. Questo è quello che rende “magico” il nostro studio, ogni attimo, ogni occasione è valida per studiare, trasferire e condividere conoscenza.

Fotografia durante un matrimonio ecco. Questo non vuol affatto dire non avere piena coscienza del nostro ruolo o della responsabilità che questo necessiti quel giorno ma significa rispettare oltre gli sposi anche noi stessi e sopratutto la Fotografia in se.

I nostri non saranno mai matrimoni D&G StyleVogue Style, Jimmy Choo o qualsiasi altra forma trendy che al momento ci viene detto funzioni. Sarà semplicemente il frutto di tutto quello che abbiamo vissuto, letto, ascoltato, studiato... in pratica le esperienze che ognuno di noi ha avuto, poste a disposizione del vostro giorno. E se indossaste delle pantofole con un abito bianco preso da H&M in saldo sareste semplicemente i nostri idoli del giorno.

Non ci metteremo a sistemare dettagli e dettaglietti del matrimonio in una composizione geometrica e perfetta rischiando di perdere attimi di vita vera. Lasciamo ad altri creare il catalogo ikea. E poi gli svedesi ci hanno fatto fuori dal mondiale, quindi un motivo in più!

Non sposteremo i mobili di casa per “abbellire” la situazione, perché la casa è il posto dove le persone si incontrano, crescono e condividono, non la disposizione dell’arredamento.

Non saremo mai i registi del matrimonio, non vi indicheremo mai pose da rivista, perché non vogliamo e non sappiamo farlo. Esistono tanti fotografi da matrimonio specializzati nella posa che saremo lieti di suggerirvi.

Il nostro studio si chiama Enkant ma si legge: Valentina, Daniele, Walter, Desy, Santi, Riccardo, Giacomo, Paola, Stefania, Giovanna, Edoardo, Federico, Roberto, Roberta, Delia, Francesca, Valeria, Rino, Irene. Persone (e gatta) prima di tutto con un approccio alla vita e conseguentemente alla fotografia.

La nostra è una vera ossessione per le storie, le cerchiamo in ogni dove, ed è per questo che il matrimonio ci fa sentire privilegiati: abbiamo la fortuna di sentirci imbucati nella vita di estranei che a fine giornata ci sembrano meno sconosciuti dei nostri amici.

Come dice il nostro conterraneo Tornatore… “Se fotografi uno sconosciuto, nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore, quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te.”

Questo è Enkant, il privilegio della condivisione quotidiana di intenti, di visioni e di idee. E non importa quanti matrimoni faremo ogni anno 1, 10, 20, 100. La cosa davvero importante per noi è svegliarci la mattina, venire a lavoro con entusiasmo, essere un gruppo di strane persone che remano verso la stessa direzione contaminandosi.
 

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